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Dejan Stankovic
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Dejan Stankovic
Invia ad un amicoDejan Stanković (in serbo Дејан Станковић[?]; Belgrado, 11 settembre 1978) è un calciatore serbo, centrocampista dell'Inter e della Nazionale serba.
Caratteristiche tecniche
Giocatore versatile,[1] può giocare nel ruolo di centrocampista centrale, trequartista, mediano e centrocampista di fascia, ma la sua posizione naturale è quella di interno di centrocampo.
Carriera
Stella Rossa
Figlio di due calciatori, viene lanciato nel calcio che conta dalla Stella Rossa, dove, dopo aver militato in tutte le formazioni giovanili, gioca con la prima squadra dal 1994 al 1998. Al suo debutto nella stagione 1994-1995, segna anche un gol, contro il Budućnost Podgorica, diventando ben presto titolare fisso della squadra.
A causa dell'embargo dell'ONU nei confronti della Serbia e Montenegro, la Stella Rossa non gioca nelle competizioni europee, e il debutto di Dejan nelle manifestazioni internazionali, avviene solamente nella stagione 1996-1997 quando segna due gol nel primo turno di Coppa UEFA contro il Kaiserslautern. La stagione successiva diventa il capitano della squadra.
Stanković chiude la sua carriera in maglia bianco-rossa con 85 presenze e 30 gol e la vittoria di 1 Campionato di Serbia e Montenegro e di 3 Coppe di Serbia e Montenegro.
Lazio
Visionato a febbraio, nel derby di Belgrado Partizan-Stella Rossa, dall'allora osservatore Vincenzo Proietti Farinelli, Dejan Stanković nell'estate del 1998, viene portato in Italia dalla Lazio, dove resta per cinque anni e mezzo. Il suo trasferimento ha luogo per la somma di 24 miliardi di lire.[2] Al suo debutto in Serie A nel settembre 1998 si presenta subito ai tifosi con un gol contro il Piacenza. Con la Lazio, infatti, dimostra di avere una buona confidenza sotto porta e soprattutto si dimostra capace di segnare reti notevoli con tiri dalla lunga distanza.[3]
Nell'estate del 2001 il centrocampista serbo viene ceduto alla Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori ma il trasferimento, insieme a quello del barese Daniel Andersson, viene bloccato in seguito a gravi problemi finanziari del club viola e del suo Presidente che porteranno dodici mesi dopo al fallimento della società toscana.[4][5]
A Roma Stanković, a livello nazionale, vince nel 2000 lo scudetto, la Coppa Italia e due Supercoppe italiane, una sempre nel 2000 mentre un'altra nel 1998; a livello internazionale una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea, entrambe nel 1999.
Nella Lazio colleziona, in totale, 207 presenze siglando 34 gol.
Inter
Nel gennaio 2004, dopo un caso che lo vedeva dapprima vicino alla Juventus,[6] passa all'Inter, dove dalla stagione successiva ritroverà Roberto Mancini, nuovo allenatore della formazione nerazzurra. Nel febbraio 2004 Stanković gioca la prima partita con la nuova casacca, contro il Siena e nella sua prima stagione, con 14 partite e 4 goal contribuisce alla qualificazione in Champions League.
Nella stagione 2006-07 viene utilizzato spesso nel ruolo di trequartista. Alla fine del campionato 2007-08, con l'esonero di Roberto Mancini e l'arrivo di José Mourinho, le strade di Stanković e del club di Moratti sembrano dividersi e il serbo viene accostato di nuovo alla Juventus.[7] Stankovic rimarrà invece ancora nell'Inter.
Nella prima delle due stagioni di José Mourinho, Stanković viene dapprima utilizzato a centrocampo, pur non partendo sempre come titolare. Ma dopo l'abbandono, da parte dell'allenatore, del deludente 4-3-3, il serbo viene schierato stabilmente come trequartista titolare nel 4-3-1-2, anche se nel finale della stagione torna a giocare diverse volte a centrocampo, lasciando il posto di trequartista a Luis Figo.
All'inizio della stagione successiva, a Pechino, nella conferenza stampa che precede la finale di Supercoppa italiana contro la Lazio, José Mourinho dichiara: "Voglio un playmaker, un giocatore che crei, che possa costruire gioco. Ne abbiamo bisogno. Stanković lo scorso anno lo ha fatto, ma non è il suo ruolo".[8] L'immediato arrivo, in quel ruolo, di Wesley Sneijder, riporta Stanković a centrocampo, dove nonostante la concorrenza di altri compagni, riesce a raccogliere 29 presenze (di cui 24 come titolare) nel campionato 2009-10. Il 17 ottobre 2009 entra di diritto negli annali del calcio grazie ad un gol, valido per il momentaneo 0-3, al volo da 54 metri direttamente su rinvio del portiere Marco Amelia, nella partita disputata a Marassi contro il Genoa e vinta 0-5 dai nerazzurri.[3] Ma il modulo scelto nel finale della stagione da José Mourinho, il 4-2-3-1, porta Stanković in panchina in alcune partite chiave quali l'andata della semifinale di Champions League contro il Barcellona e la finale del Santiago Bernabéu contro il Bayern Monaco, il 22 maggio 2010. In entrambi i casi Stanković entrerà comunque nel secondo tempo, portando un ulteriore contributo (oltre ai due gol nella fase a gironi) alla vittoria dell'Inter nel torneo continentale, nella stagione dello storico "triplete" nerazzurro.
Torna al gol in campionato dopo 13 mesi, siglando una tripletta (la prima in assoluto in Italia) contro il Parma (la partita finirà 5-2).[9][10]. Il 15 dicembre 2010 durante il Mondiale per club, realizza il primo dei tre gol con i quali l'Inter batte in semifinale i coreani del Seongnam. Si laurea campione del mondo tre giorni dopo, subentrando a Cristian Chivu al 54' della finale disputata e vinta per 3-0 contro la squadra congolese del Mazembe.
Nazionale
Ha militato in tre nazionali diverse a causa della situazione geopolitica presentatasi negli anni nel territorio jugoslavo.
Con la Nazionale jugoslava debutta nel 1998, partecipando ai Mondiali francesi del 1998 e agli Europei del 2000, competizioni nelle quali la squadra raggiunge la fase finale venendo però eliminata dall'Olanda in entrambe le occasioni.
Nel 2006 partecipa ai Mondiali di Germania: per lui 3 presenze senza reti ed eliminazione al primo turno con la Serbia-Montenegro. Nel 2007-2008 diviene capitano della Serbia, nella sua ultima e attuale denominazione di nazionale di calcio serba.
Con la partecipazione ai mondiali del 2010 in Sudafrica diviene il primo giocatore della storia ad aver partecipato a 3 fasi finali di un mondiale con la maglia di tre nazionali diverse[11], in ordine, Jugoslavia, Serbia e Montenegro e l'attuale Serbia.
